"Psico-mamma"

Riflessioni di una mamma-psicologa

"perfettamente imperfetta"

Giovedì, 14 ottobre 2021

 

È meglio una mamma felice!
(Col suo bagaglio di sensi di colpa, ma comunque felice...)

"Quando nascerà tu non esisterai più..."
È una frase che spesso le donne si sentono ripetere negli ultimi mesi di gravidanza, quasi fosse una "portata", anzi, una vera e propria "ricetta" da tramandare di bocca in bocca alle future mamme per prepararle a questo "inevitabile destino"...
Anche a me è ovviamente capitato.

A volte, questo piatto è "condito" da altre pittoresche frasi come "avranno attenzioni solo per il piccolo", " avranno tutti occhi solo per lui/lei, non si accorgeranno più di te".


Ed io pensavo, mentre aspettavo la mia prima bimba, "Chissenefrega! Sarà una gioia talmente immensa che passerà TUTTO in secondo piano! Che mi importa se avranno attenzioni solo per lei? Anche io d'altra parte VIVRÒ PER LEI."
E devo dire che anche dopo, quando la mia bimba è nata, ho continuato a pensarla così, a fregarmene delle attenzioni solo per lei. Anche le mie attenzioni, come avevo previsto, erano rivolte unicamente a lei.


I miei occhi, i battiti del mio cuore, i miei respiri...


Sono certa che anche molte di voi ricorderanno quella sensazione di amore allo stato puro.
Con il cuore che si espande in petto fino a scoppiare, completamente in estasi...


Ma... si, c'è un ma... dopo i primi mesi, forse non per tutte, ma per tante sono certa di sì, arriva un momento che potremmo definire "illuminante"!
Ma non una di quelle illuminazioni in cui si accende una lampadina, come i grandi inventori, eh.
Non una di quelle illuminazioni tipo "rivelazione" in cui tutto ti appare più chiaro e nitido e capisci il senso della vita (che "manco fossi 'na veggente!").
Più una illuminazione da "fanali del TIR che ti sta per sbattere in faccia!", ecco...


Ti guardi un giorno allo specchio e vedi... "Chi cavolo è quella?"
"UhMaronnAddolorat" (dice la vocina nella tua testa mentre sgrani gli occhi allo specchio!)
Che, diciamocelo, certe espressioni in napoletano rendono meglio!
E che in toscano suonerebbe tipo "Maremmaimpestata" , che comunque, devo dire, rende bene uguale!


Non ti riconosci più... no, non puoi proprio riconoscerti!


Che passino pure le occhiaie per le notti insonni e qualche ruga in più per la stanchezza, quelle le avevi anche preventivate!
Ma i capelli??? Quando sono spuntati tutti sti capelli bianchi? Certo, sempre spettinata e con le famose "ricottine" ovunque, chi ci aveva fatto caso...
E le sopracciglia??? Oddio, ma non sono andata dall'estetista giusto giusto l'altro g..... "mesi fa, cara! Ci sei andata mesi fa dall'estetista!" (ancora quella vocina nella testa che da ora in poi chiameremo Pina, che mi sembra un nome adatto...)

"E perché non ti sei ancora guardata i peli sulle gambe!"
Zitta Pina, basta! Che per oggi l'autostima ha fatto il suo bel viaggio in basso in basso verso il centro della terra!

Che fare allora dopo questa prodigiosa "presa di coscienza"?
Riprendere a prendersi cura di sé...
Riprendere a prendersi cura anche di sé...

Dirottare alcune, poche, energie e attenzioni dai nostri cuccioli verso noi stesse...
Ognuna con i propri tempi, i propri modi.
Imparando a ri-ascoltare ciò che il nostro cuore e la nostra anima ci suggeriscono.
Che anche il nostro umore migliorerà!


Perché alla fine un po' di baby blues nel primo periodo dopo il parto ce lo abbiamo avuto tutte!


Cos'è il baby blues?


Rapidi sbalzi di umore, crisi di pianto, irritabilità, conditi da ansia e perdita di concentrazione su un soffice letto di dolcissima insonnia... ah, ora si eh... torna tutto...
E per fortuna in questo primo periodo "ci è concesso" essere "strane", "nervose" e "col piantino facile"!
Però poi basta eh!
È tempo di tornare a lavoro, tornare a cucinare, lavare, stirare, pulire!
"Suvvia, basta col piantino! Un bel sorriso in faccia e via, si riparte come treni!" (Ma chi è, ancora la Pina che parla e straparla???)
Non c'è tempo per "queste cose"...

Che se va bene, per fortuna, c'è qualcuno che ti da una mano. Tua madre che diventa il tuttofare e lava, stira, cucina, pulisce, fa la nonna, fa la madre e fa anche da parafulmine alle tue sfuriate...
Che se va bene, per fortuna, il tuo compagno/marito (buon parafulmine anche lui) ha il congedo parentale e riesce a stare a casa con te ed il bambino...
Che se va bene, per fortuna, anche altri ti supportano... tuo padre, tua sorella o tuo fratello, la cognata, la suocera, le amiche che ci sono già passate...

E che forse, alla fine, è proprio questa "rete" intorno a salvarci dal "terribile spauracchio" della "depressione post-partum"...

Tornando al "momento dell'illuminazione" e del successivo, "salvifico", tornare a prendersi cura di se stesse...
Quando la mia bimba aveva circa 2 anni, sentii il bisogno di ricominciare a giocare a pallavolo, la mia passione di una vita. Non senza difficoltà, certo! Anzi, era davvero complicato "incastrare" tutto insieme... il tempo sacro per la bimba, gli orari di lavoro, gli allenamenti... aiutata per fortuna dalla famosa "rete", mamma e compagno in primis.

E un bel giorno, l'odiosa Pina, o forse qualcun altro, mi disse: "Così togli tempo alla bimba... e poi è stancante anche per te (e per "loro") stare dietro a tutto..."

(Aaah, pugnalata dritta dritta in petto!)

"È vero" risposi, dopo esser tornata a respirare, "ma, anche per lei, è meglio avere una mamma felice!"


 

Prole, vita e lavoro permettendo... scriverò una riflessione alla settimana...

 

Sarò felice di leggere i vostri Commenti nella pagina dedicata o al post nella pagina fb.

Se volete proporre un argomento per le prossime riflessioni, scrivetemi pure! 

Buone riflessioni a tutti!

 

Riflessioni precedenti:

Martedì, 5 ottobre 2021

 

Questo blog nasce dall’idea di una mia paziente alla quale, durante una delle nostre sedute, ho detto:

Noi psicologi predichiamo bene, ma, a volte, anche noi razzoliamo male!

 

Si, in effetti, ciò che ho detto può sembrare strano, ma di fatto, nella vita quotidiana, sapere la teoria non basta!

 

Voglio dire, senza scomodare Freud, padre della psicoanalisi, che (pare) ebbe una storia con la cognata o Jung che ebbe per amanti addirittura due sue pazienti, dicendo quella frase ad alta voce pensavo ai miei professori, mentori, colleghi e alle loro storie di separazioni, divorzi, problemi con i figli, con i genitori...

 

Pensavo a me e alla mia vita...

 

Pensavo al fatto che non basta, appunto, sapere la teoria per esser bravi genitori!

 

Perché anche a me basta un attimo per commettere un errore, per perdere la pazienza con mia figlia, per rispondere male a mia madre, per innervosirmi con il mio compagno…

 

E mentre il cervello si accende e si accorge che stai per farlo quell’errore <<puff!>> la bocca si è già aperta, la lingua si è già mossa e tu hai già parlato!

 

Così, la mia paziente mi dice:

Perché non apri un blog? Un blog dove scrivi le tue riflessioni sul tuo essere psicologa, ma anche madre che commette gli errori che commettiamo tutte. Almeno fai sentire meno in colpa noi madri stressate! Voglio dire, se anche chi sa la teoria sbaglia la pratica, allora possiamo sbagliare anche noi senza sentirci delle madri di m….!

 

Già, penso io…

basta così poco per sentirsi una mamma “di m…”

 

Avete presente il detto E’ nato prima l’uovo o la gallina?”

Beh, nel nostro caso diventa:

E’ nata prima la madre o il suo senso di colpa?”

 

Che poi proprio la psicologia c’ha messo del suo eh,

sempre lì a puntare il dito contro noi madri…

Per non parlare di tutta la parentela, il vicinato e l’intero universo (soprattutto femminile!) che ne sa sicuramente più di te sull’essere madre e su come dovresti prenderti cura del TUO piccolo…

 

E così tutti a dispensar consigli (e sentenze) e a far sentire la madre una madre di m…., appunto!

 

Questo blog nasce così, dunque, per far capire alle mamme, che siamo un po’ tutte sulla stessa barca…

 

perché abbiamo tutte una zia Mariuccia che ti dice scoprilo che ha caldo”, ma con tua madre Pina che invece urla “coprilo che lo fai ammalare!”, la vicina della nonna che come era brava lei con i suoi figli..., ed il nonno Oreste che invece te lo fa rotolare nel porcile che “così si fa gli anticorpi!”.

 

Tutti ne sapranno sempre e comunque più di noi!

 

Ma non abbattiamoci!

Winnicott ci viene in aiuto...

 

Chi è Donald Winnicott?

Credetemi, tra poche righe diverrà il vostro (nostro) guru!

Un santo, un profeta!

 

Pediatra e psicoanalista inglese, è colui che, con le sue teorie, finalmente, “libera” la figura materna dall’incombente onere di essere “perfetta” per non causare traumi catastrofici ai propri figli, per dare voce, spazio e luce alla madre “reale”, perfettamente imperfetta, che è però “affettivamente presente” con i propri figli.

 

Ovvero una madre “sufficientemente buona”...

Una madre vera, autentica e spontanea, con le sue ansie, le sue preoccupazioni, le sue insicurezze, i suoi momenti di stanchezza e i suoi sensi di colpa, che è in grado di trasmettere ai propri figli sicurezza e amore.

(Con buona pace della vicina della nonna, ecco...)

 

Siamo così noi madri...

PERFETTAMENTE IMPERFETTE”...

 

con il nostro ricco bagaglio di sensi di colpa…

 

con l’amore infinito per i nostri figli...

 


 

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© Dott.ssa Giada Giusti
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